Evoluzione dell’attività finanziaria e dei suoi obiettivi

Pubblicato il da gioia01

Innanzitutto, appare chiaro il collegamento logico tra il concetto di finanza neutrale e la dottrina dello stato liberale, cioè dello stato non interventista. Nello specifico saranno analizzati i fattori sull’evoluzione che ha avuto l’attività finanziaria e dei suoi obiettivi primari nella società moderna.

La teoria della neutralità finanziaria, formulata dagli economisti della scuola classica, suggeriva che i pubblici poteri non interferissero nell’economia, nella convinzione che le problematiche economico-sociali trovassero una soluzione naturale nel perfetto equilibrio gerarchico della legge della domanda e dell’offerta. Come a dire che i cicli economici sfavorevoli del mercato sarebbero scomparsi in breve tempo grazie allo spontaneo riequilibrarsi delle variabili economiche. Secondo questa analisi, che a distanza di tempo ci appare alquanto semplicistica, la disoccupazione veniva eliminata con l’abbassamento dei salari, che venivano quindi a determinarsi in base alla domanda e all'offerta del lavoro. Così pure la diminuzione del saggio di interesse sarebbe stata sufficiente a incentivare gli investimenti produttivi evitando, quindi, l’accumulazione di risparmio inoperoso. Gli enti pubblici, secondo questa teoria, non dovevano perciò farsi carico del raggiungimento degli obiettivi di politica sociale ed economica, anzi l’intervento pubblico li avrebbe compromessi con i suoi effetti perturbatori. L’attività finanziaria si limitava dunque al reperimento delle risorse necessarie all’adempimento dei soli compiti istituzionali. I fatti non avrebbero dato ragione alla scuola classica, basti pensare alla gravissima crisi che alla fine degli anni venti investe i sistemi economici dei paesi occidentali. Constatato il fallimento della finanza neutrale, gli studiosi dei fenomeni economici e finanziari sono giunti alla coniazione del concetto di finanza funzionale e congiunturale. A questo punto non sembra fuori luogo la formulazione di un corollario ispirato a osservazioni conclusive di natura giuridico - culturale dello stato liberale non interventista dell’Ottocento, così si potrà azzardare l’ipotesi che il modello di finanza funzionale-congiunturale sia tipico dello stato moderno a base democratica che solo in questo secolo si è realizzato compiutamente nella realtà politico-istituzionale. Infatti, i moderni ordinamenti costituzionali riconoscono ai cittadini dei diritti sociali ed economici inviolabili che lo stato deve rendere effettivi attraverso delle scelte politiche, che necessariamente sono anche scelte finanziarie.

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