Il cristallino: tipico esempio di epitelio trasformato

Pubblicato il da gioia01

Gli epiteli trasformati sono particolari epiteli che durante la vita embrionale si sono trasformati per assumere funzioni particolari. Tra questo tipo di epiteli troviamo anche il cristallino che andremo ad esaminare.

L’occhio o globo oculare, è una sfera rivestita da tre membrane: la sclera fibrosa e bianca che anteriormente diventa trasparente e prende il nome di cornea, la sottostante coroide vascolarizzata e la retina, la membrana più interna, di natura nervosa, sensibile alla luce. Il cristallino rappresenta la lente dell’occhio ed è situato dietro la cornea e posteriormente all’apertura dell’iride cioè dietro la pupilla.

È un tipico derivato epiteliale le cui cellule embrionali originarie ectodermiche si allungano e diventano trasparenti. Il nucleo subisce una trasformazione gelatinosa per cui si rende quasi invisibile e tutto il complesso diventa trasparente.

Il cristallino è costituito da una capsula interna, da una parte anteriore e dalle fibre del cristallino, che sono cellule epiteliali modificate. Le fibre del cristallino sono cellule molto allungate ad andamento curvilineo ed appaiono esagonali in sezione trasversale.

All’interno possiedono un citoplasma fluido. Tale fluidità diminuisce con l’età, per cui il cristallino con l’andar del tempo perde la sua elasticità e non può modificare la sua forma. L’occhio allora non è più in grado di mettere a fuoco gli oggetti ravvicinati. Si ha perciò la presbiopia, cioè non si vede distintamente da vicino. Questa per l’appunto non è una malattia, ma un normale fenomeno fisiologico che si manifesta con l’età e si corregge col normale uso di lenti (convergenti).

Embriologicamente le fibre derivano dal primitivo abbozzo del cristallino che è una vescica delimitata da un epitelio batiprismatico semplice. Al microscopio elettronico le fibre appaiono legate fra loro da desmosomi.

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