Conoscere l'epitelio pavimentoso pluristratificato

Pubblicato il da gioia01

Il tessuto epiteliale si riconosce perchè è formato da cellule strettamente giustapposte con sistemi di ingiunzione cellulari che conferiscono ai tessuti epiteliali una notevole coesione. il tessuto epiteliale comprende: gli epiteli di rivestimento, gli epiteli ghiandolari, gli epiteli sensoriali e l'epitelio di transizione. In questo articolo vi parlerò degli epiteli di rivestimento e, nello specifioco, dell'epitelio pavimentoso pluristratificato.

Gli epiteli di rivestimento sono quelli che, come dice la parola, rivestono la superficie esterna del corpo e le cavità interne dell’organismo. A seconda degli strati cellulari, si conoscono epiteli di rivestimento monostratificati e pluristratificati mentre, a seconda della forma delle cellule, esistono epiteli di rivestimento pavimentosi semplici o pluristratificati, batiprismatici semplici o pluristratificati.

Tutti gli epiteli poggiano su una lamina basale molto sottile di natura connettivale. Agli epiteli non arrivano vasi sanguigni, inoltre sono presenti e visibili tra le cellule delle sottili fessure ove circola la linfa interstiziale che porta il nutrimento.

Le cellule aderiscono l’una all’altra per mezzo di desmosomi visibili solo al microscopio elettronico o ai massimi ingrandimenti del microscopio ottico. Il desmosoma è costituito da due dense placche di attacco in cui si inseriscono le tono fibrille di cellule adiacenti. Per quanto riguarda l’epitelio pavimentoso pluristratificato, la cute umana rappresenta un esempio di tale epitelio che presenta una corneificazione alla superficie, cioè l’ultimo strato di cellule ha perduto il nucleo dissoltosi durante la trasformazione cornea.

Gli strati che compongono la cute sono 5: lo strato più superficiale è il corneo; seguono il lucido, il granuloso, lo spinoso o malpighiano. In questo strato sono presenti le cellule di Langerhans che per lungo tempo venivano confuse con i melanociti del derma sottocutaneo. Sono cellule dendritiche chiare, assai simili ai melanociti coi quali è facile confonderle al microscopio ottico. Solo al microscopio elettronico si nota un aspetto convoluto del nucleo e la presenza nel citoplasma di organelli discoidali assolutamente assenti nei melanociti.

Vengono considerate cellule con funzione macrofagica e sembrerebbe che derivino dai monociti; per questo sono considerate cellule immunocompetenti. Sarebbero capaci di riconoscere gli antigeni che dovessero superare la barriera epidermica, di assumerli e di distruggerli. L’ultimo strato della cute è lo strato germinativo che per tutta la vita conserva la capacità riproduttiva. Questi avrebbero un’attività mitotica e migrazione cellulare per mezzo di unità morfologiche colonnari costituite da cellule basali, da una cellula spinosa e da una cellula dello strato granuloso ricoperta da un ammasso colonnare di squame cornee.

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