Analisi economiche e socio-politiche sui bisogni pubblici

Pubblicato il da gioia01

Innanzitutto, una prima considerazione economica. Sarebbe interesse dei governanti che l’attività finanziaria rispondesse a criteri di convenienza economica e in particolare che fosse svolta conformemente alla legge economica del minimo mezzo: soddisfare cioè i bisogni pubblici nel modo più completo possibile al minor costo possibile.

Appare, infatti, evidente che i consociati, oltre a fruire dei servizi pubblici, ne sopportano indirettamente gli oneri di gestione, attraverso il pagamento dei tributi. L’inefficienza dei servizi pubblici e quindi lo sperpero del pubblico denaro potrebbero indurre gli utenti a preferire che il soddisfacimento di certi bisogni fosse delegato a delle imprese private. Esse, stimolate dalla molla del profitto e della lotta concorrenziale, nonostante le tentazioni speculative garantirebbero forse l’efficienza del servizio, pur praticando prezzi elevati. In altre parole, ci si chiede se sia preferibile per l’utente tollerare l’extraprofitto del monopolio privato o i danni di una “illusione finanziaria”. È ovvio che stiamo ragionando per assurdo perché, così impostato il problema, i concetti di bisogni e servizi pubblici cadrebbero nel vuoto. Si obietterà inoltre che l’attività finanziaria non comporta solo delle scelte di convenienza economica, ma ben più importanti scelte di natura sociale, politica, scientifica e culturale. Purtuttavia, tutto questo non può e non deve comunque giustificare una gestione irresponsabile e improduttiva del denaro pubblico.

Si affronti ora una seconda problematica, partendo dall’osservazione che i bisogni pubblici non sono dei dati oggettivi e immutabili: essi variano in relazione al momento storico, all’ideologia della classe politica al potere, al tipo di stato ed ai rapporti di forza esistenti tra le strutture corporative e i gruppi di pressione operanti nella società.

Il concetto di bisogno pubblico sorge allora come il risultato di interessi contrastanti, di lotte tra categorie sociali perché un certo bisogno collettivo è da ritenersi pubblico per alcuni consociati e per altri non lo è. Così un governo che voglia perseguire l’obiettivo della piena occupazione (obiettivo sociale), dovrà intervenire con finanziamenti per sostenere le imprese in crisi ed evitarne il fallimento (scelta finanziaria).

Concludendo, l’insieme delle scelte finanziarie di un governo costituiscono la sua politica finanziaria, che è dunque un complesso di decisioni che i soggetti dell’attività finanziaria pongono in essere per perseguire degli obiettivi politici, sociali ed economici, che in ultima analisi non sono altro che i bisogni pubblici, cioè i bisogni ritenuti più sentiti dalla collettività.

Dollar Dominoes
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post